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Stili di birra: mini guida per l’uso

Stili di birra- Boccali

Quante volte rimaniamo immobili e con lo sguardo fisso su un menù o davanti ad uno scaffale del supermercato pensando “Quale birra prendo? “, impreparati sui vari stili di birra, sulle varie proposte e non sappiamo quale potrebbe piacerci? Nomi sconosciuti o semi, altri più comuni ma comunque non spiegabile agli altri. Finiamo per considerare solo l’altra colonna, quella dei prezzi, e ordinare la birra che pensiamo rappresenti il miglior rapporto qualità/prezzo, quella bella grazie all’etichetta o quella che ci consigliano. Quindi, come orientarsi tra gli stili di birra e scegliere consapevolmente? 

STILI DI BIRRA: COME SI DIFFERENZIANO

I vari stili di birra sono il risultato di diversi tipi di lieviti e quindi della loro fermentazione: alta, bassa o spontanea, ovvero la temperatura a cui avviene tale processo. Alla fermentazione si aggiungono, ovviamente, gli altri ingredienti e i numerosi aromi che danno vita ad una mappa complessa e aggrovigliata di tutte le categorie di birra riconosciute. Le caratteristiche primarie derivanti dal processo di fermentazione scelto sono: l’amarezza o dolcezza, il tasso alcolico e particolarità organolettiche, il colore, le origini e l’appartenenza a determinate regioni geografiche.

STILI DI BIRRA: LE CATEGORIE PRINCIPALI

Stili di birra-BicchieriPossiamo suddividere tutti gli stili di birra in alcune principali macro-categorie:

  • Ale: è la birra ad alta fermentazione (tra 15° e 25°C). È la birra tradizionale britannica, dove è nata. Il termine ale, infatti, deriva dall’inglese arcaico alu e da altre declinazioni del Nord-Europa. Solitamente ha un sapore intenso, dolce e fruttato, con poca schiuma, varie colorazioni e un basso tasso alcolico. La birra Ale si dirama in sottocategorie, quali Irish, German, Belgian, Brown, Pale, Porter, e Stout. Quest’ultima è riconoscibile dal suo colore molto scuro dovuto all’utilizzo di malti tostati. Tra le Ales più conosciute troviamo la Guinness, Leffe, Mac Farland, Bulldog.

 

  • Lager: è la birra a bassa fermentazione (intorno ai 10°) ed anche la categoria di birra più conosciuta e consumata nel mondo (Paulaner, Moretti, Tennent e tante altre). Sono le birre nate in Germania, dove lager significa “conservare”, richiamando il periodo in cui la sua produzione era consentita solo in inverno e quindi immagazzinata per il resto dell’anno. Ha quasi sempre un colore chiaro, a volte ambrato, pulito, e un sapore luppolato. Fanno parte delle lagers le sottocategorie Pilsner, Bock, European, German e American, Weizen. La Pilsner, in particolare, è la variazione ceca della lager tedesca. Viene utilizzato un malto diverso, ha un colore dorato e un sapore delicato. Heineken, Beck’s, Ceres, Nastro Azzurro, sono Pilsner. Le birre Bock (una prodotto anche della Poretti e della Menabrea) si differenziano per le rifermentazioni e hanno un colore scuro dovuto ai malti.

 

  • Lambic: è la birra a fermentazione spontanea e originaria del Belgio. Nel suo processo di produzione non vengono utilizzati lieviti e la fermentazione è naturale. Il sapore è secco, amaro e acidulo, perciò spesso vengono aggiunti sciroppi alla frutta e danno vita ad altri sottogruppi: framboise, kriek, faro, e le geuze, realizzate con lambic di diverse annate. Tra i produttori di lambic merita Brasserie Cantillon.

 

  • Trappista: è la birra prodotta dai monaci trappisti, che ne controllano ogni fase. Oggi solo dodici monasteri al mondo producono questo tipo di birra generalmente ad alto tasso alcolico con colorazioni che variano dal chiaro e dorato, al rosso, allo scuro.

 

STILI DI BIRRA: LA STORIA

Stili di birra- HeinekenLa suddivisione degli stili di birra risale a circa quattromila anni fa, secondo quanto riportano testimonianze e reperti trovati in Mesopotamia. Alcune tavolette appartenute probabilmente a mercanti del tempo raccontano come esistessero già allora varie tipologie di birra. In età classica, Plinio il Vecchio racconta come la stessa bevanda venisse chiamata in modo diverso nelle varie regioni, mentre dal Medioevo venne inserito il luppolo e diversi lieviti nella ricetta originaria, creando ancora più stili di birra. Negli ultimi secoli, infine, i mastri birrai hanno iniziato ad impiegare malti tostati dando vita alle birre più scure. Piccoli dettagli, piccole trasformazioni che piano piano hanno reso questa bevanda unica in tutte le sue varietà.

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