Tutto sulla birra trappista: storia e curiosità

Birra trappista - Barile

 

In tanti nominano la birra trappista ma in pochi riescono a darne una definizione corretta. Pubs selezionati e punti vendita ad hoc offrono sempre più una vasta scelta di birre trappiste, ad un prezzo giustamente più elevato rispetto a quelle industriali, perché poco reperibili ma soprattutto perché sono un’eccellenza del settore. La birra trappista viene generalmente identificata come birra d’abbazia, ed è vero. Ma se tutte le birre trappiste sono d’abbazia, non tutte le birre d’abbazia, a loro volta, sono trappiste.

Scopriamo cosa vuol dire, quindi, questa denominazione, come si ottiene e le caratteristiche.

Birra trappista: le caratteristiche

La birra trappista per ottenere il marchio di autenticità Authentic Trappist Product (sfondo rosso con esagono centrale e l’indicazione in bianco,) come indicato sul sito dell’Associazione Internazione Trappista (ITA), deve rispettare le seguenti caratteristiche:

  • l’impianto si deve trovare fisicamente all’interno delle mura del monastero;

  • tutto il processo produttivo deve essere gestito e controllato esclusivamente dai monaci dell’abbazia;

  • i ricavi monetari devono essere impiegati solo per le attività dell’abbazia o per iniziative caritatevoli dell’Ordine;

Birra trappista - Birrificio

  • l’Ordine a cui si fa riferimento è l’Ordine Cistercense della Stretta Osservanza, ordine di appartenenza di tutti i monaci birrai, a cui è vietato cambiare la ricetta della bevanda, tramandata gelosamente da secoli ed eseguita secondo tecniche artigianali. Le birre, infatti, non sono pastorizzate o filtrate e vengono scelti dei lieviti che agiscono anche dopo l’imbottigliamento, affinando il sapore con gli anni;

  • le birre trappiste sono, quindi, tutte uguali? No, anzi, ognuna ha un sapore, un colore, diverso e unico. Double, Tripel o Quadrupel, il loro stile varia: le Double ambrate, brune, con un retrogusto fruttato oppure più secche; le Tripel dorate, più alcoliche, fruttate e speziate, con varie combinazioni di lievito, malto e luppolo; le Quadrupel, anche loro molto alcoliche, vanno dall’ambrato al bruno e risultano più dolci;

  • per una corretta conservazione della birra trappista, per preservarne aroma e gusto, serve una temperatura costante e al riparo dai raggi diretti del sole.

Birra trappista: l’origine

L’origine della birra trappista risale al 1664, quando Armand-Jean le Bouthillier de Rancè, fondò L’Ordine di Cistercensi della Stretta Osservanza, per primo presso l’abbazia de la Trappe in Normandia, da cui deriva anche “frate Trappista”. Il nuovo ordine riformato voleva ristabilire le osservanze tradizionali: astinenza, lavoro, il contatto con la terra, il silenzio, no eccessi. Col passare degli anni, piano piano, le regole divennero meno severe e fu permesso ai monaci di produrre la birra.

Nel 1997, otto Abbazie fondarono l’Associazione Trappista Internazionale con lo scopo di tutelare il marchio, tutti i prodotti (birra ma anche formaggi, vini, liquori) e i processi di produzione.

Dalle otto Abbazie originarie (le belghe Achel, Chimay, Orval, Rochefort, Westmalle, Westveterem, la tedesca Mariawald e l’olandese Koningshoeven) oggi il numero di marchi è cresciuto fino a quattordici, con l’aggiunta di Zundert in Olanda, Engelszell in Austria, Spenser negli Stati Uniti, Le Tre Fontane in Italia, Mount Saint Bernard in Inghilterra, Mont des Cats in Francia e Cardeña in Spagna.

Birra trappista: dove trovarla

Birra trappista - AbbaziaSe fino a qualche decennio fa la birra trappista era un prodotto difficile da reperire per gli appassionati, persino in loco e su prenotazione, attualmente viene distribuita tramite GDO e online, con una produzione sempre limitata per evitare il pericolo di condizionare la vita monastica. La ragione è abbastanza semplice e intuitiva: anche le Abbazie cercano di stare al passo delle trasformazioni del mercato, vogliono soddisfare i consumatori e assicurarsi anche un futuro. Così dopo una parentesi negativa di ordini telefonici, che aveva fatto emergere il pericolo del mercato nero, oggi i birrai si sono arresi alle piattaforme online.

Nonostante i marchi e i riconoscimenti mondiali, l’autenticità della birra trappista è a rischio a causa anche del reperimento degli ingredienti principali. I monaci di Rochefort, per esempio, temono per l’inquinamento della loro fonte d’acqua a causa di una vicina cava di calce, e stanno combattendo una battaglia ambientale cercando di salvaguardare la qualità del proprio prodotto.

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