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Birra monastica: 3 storie al gusto luppolo

Birra monastica- Monaci trappisti

 

Mai sentito parlare di birra monastica? A volte si dimentica che i più esperti a produrre la birra sono proprio uomini devoti alla religione e votati alla castità, eppure per alcune importanti ragioni, questi uomini di chiesa hanno contribuito alla creazione di una bevanda assai apprezzata soprattutto da chi più che pregare il Signore lo invoca con espressioni colorite.

Rispetto all’immagine del passato, la birra monastica ha preso una nota decisamente profana lasciandosi alle spalle quel poco di sacro che poteva esserci; vediamo attraverso 3 storie cosa rappresentava la birra monastica ieri e cosa rappresenta oggi.

Birra monastica: #1. Abbazia di Montecassino

Birra monastica- Birra MedioevoL’abbazia di Montecassino (Lazio) è il monastero più antico d’Italia e quindi il primo ad aver introdotto la produzione di birra monastica nel nostro paese; dall’anno di fondazione nel lontano 529 d.C. al secolo scorso ha subito ogni tipo di calamità naturale e umana, dalle invasioni ed i relativi saccheggi, dai terremoti fino ai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Legata alla tradizione della birra monastica e quindi artigianale ci sono motivazioni dettate dalle condizioni igieniche e poco salutistiche di un periodo difficile come il Medioevo, infatti la birra era considerata molto nutriente per gli ingredienti che la compongono e grazie al suo processo di trasformazione permetteva la bonifica dell’acqua che da putrida diventava potabile e questo in molti casi sarebbe stato motivo di salvezza dalle epidemie.

Birra monastica: #2. Monastero benedettino di Weihenstephan

Spostiamoci in Germania dove vicino alla città di Monaco, nel lontano 725 d.C., viene fondato il monastero nell’antica abbazia di Santo Stefano ed in poco tempo inizia una produzione di birra monastica; per i primi tre secoli sarà ad uso esclusivo dei monaci, ma nel 1040 l’abate Albert permette di allargare la produzione anche ai civili ed è questo l’inizio del vero business.

I monaci di terra germanica introdussero un nuovo sistema di fermentazione della birra, grazie alla sua conservazione nelle cantine; questo permise di notare che nel fresco delle cantine alcuni lieviti fermentavano più lentamente e quindi una migliore conservazione della birra. Il procedimento prese il nome tedesco di lager, che significa, appunto, deposito, magazzino.

In quasi un millennio di tradizione e produzione, questo prodotto è diventato anche oggetto di studio presso l’Università di Tecnica di Monaco nel ramo di agraria e botanica; vediamo quindi entrare in scena la presenza della scienza in un momento storico dove gli uomini si pongono continue domande e il bisogno di sapere è in continuo aumento.

Birra monastica: #3. Abbazia di Chimay

Una tradizione molto conosciuta è quella dei monaci trappisti belga che non si sono limitati a produrre una birra monastica, ma hanno trasmesso alla loro birra le caratteristiche dei trappisti stessi; oggi in Belgio esistono solo 6 monasteri autorizzati a produrre birra belga con il marchio ‘Produit trappiste authentique’ e l’abbazia di Chimay è uno di questi, tra le sue etichette ne esiste una prodotta solo per l’uso dei monaci con una gradazione più leggera e che non si trova sul mercato.

Birra monasticaFu il principe di Chimay nel 1850 ad invitare i monaci dell’abbazia di Westvleteren a fondare il monastero anche nel suo regno e questo per beneficiare del loro prodotto migliore: la birra trappista!

Ai monaci belga si deve l’introduzione dell’utilizzo del recipiente in rame, abbandonando il coccio e migliorando le caratteristiche organolettiche della birra.

La birra monastica è l’esempio che tradizioni, regole e devozione possono essere tutelate e protette per secoli, anzi c’è chi lo fa da millenni; l’utilizzo di questo prodotto è passato da soluzione per epidemie in tempi remoti ed oscuri, per passare ad un vero e proprio medicinale dai poteri terapeutici, fino a creare un vero business a scopo di beneficenza per tutti quei monaci che dovevano far parte di un mercato fatto di domanda ed offerta.

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